Il grande Piranesi al Museo d’Arte di Chianciano Terme

Dal 3 Giugno al 31 Agosto 2013 il Museo d’Arte di Chianciano ospita una grande mostra: “Maestri dell’Incisione, da Dürer a Piranesi”. Ideata e organizzata dai curatori della Gagliardi Gallery di Londra, il percorso espositivo ricostruisce l’evoluzione stilistica della tecnica dell’incisione nel corso dei secoli, e si concentra su figure chiave del panorama artistico europeo, come Rembrandt e Goya, fino ad arrivare ai Piranesi.
Giovan Battista Piranesi è considerato l’ultimo grande esponente dell’incisione veneta del Settecento. Ispirato inizialmente dalle intuizioni rovinistiche di Marco Ricci e assimilata la lezione di Tiepolo e Canaletto, Piranesi trasformò progressivamente il suo stile. Antichi anfiteatri romani disgregati dal tempo, obelischi inghiottiti dal verde, mascheroni grotteschi, palazzi inondati di luce, rovine di terme, ponti e rive del Tevere, costituiscono gli inesauribili temi della sua straordinaria produzione acquafortistica.
L’opera che consacrò definitivamente Piranesi furono i quattro tomi delle Antichità Romane, usciti nel 1756 e riediti postumi nel 1784. Le ricerche dell’artista rientrarono nel dibattito archeologico e storico dell’epoca, entro cui egli si poneva come difensore dell’autonomia tecnica, strutturale ed estetica dell’architettura romana, in quanto discendente dalla civiltà etrusca, rispetto a quella greca.
Nelle numerose stampe è la precisione dei dettagli a colpire. Alla cura dei particolari si affianca l’immaginazione fantastica del maestro veneto. Piranesi era infatti capace di inventare paesaggi immaginari o di sviluppare particolari che erano assenti nella realtà, anche se alla base della rappresentazione del patrimonio archeologico c’era sempre una sincera passione e l’intento di tutelare e salvaguardare la città antica.
“Genio della teatralità”, definizione di Montale, l’essenza dell’arte piranesiana è capace di coniugare esattezza dei dettagli e precisione da un lato e visionarietà iperbolica dall’altro. Per questo motivo egli si pone fra i maggiori rappresentanti dell’età illuministica, anticipando però fondamentali istanze romantiche. Nella sua arte, infatti, l’impulso visionario e fantastico e l’amplificazione della realtà in chiave sublime si uniscono al rigore scientifico della ricerca, in immagini di straordinaria forza espressiva.
Negli ultimi anni l’artista visita Paestum e la Magna Grecia, eseguendo disegni, incisi in parte dal figlio Francesco, e prepara le venti tavole delle Differentes Vues de l’Ancienne Ville de Pesto (1778), pubblicate postume, nelle quali l’evocazione drammatica delle vedute romane cede il passo ad una rappresentazione misurata e solenne. I figli, Francesco in primis, praticarono l’incisione e furono suoi allievi e collaboratori. Dopo la morte del padre, ereditarono la sua attività editoriale, si trasferirono a Parigi e crearono una scuola di incisione, dedicata principalmente alla stampa dei lavori paterni e all’intaglio dei suoi disegni.
Il fruitore potrà ammirare dunque i grandi maestri dell’incisione riuniti per la prima volta a Chianciano, un’occasione imperdibile! Vi aspettiamo dal mercoledì alla domenica alle ore 10-13 e 16-19.30 presso il Museo d’Arte, viale della Libertà 280. Non mancate!